CAPITOLO XIX
"Torre a Fazione la Torrefazione" -prima porzione
Lo zampillare effervescente prodotto dalla prostata prostrata del Serg. Baluganti induceva nella mente cosmica di Rebis un rinnovato lucore mistico, come trovarsi in un giardino allestito con tutte le delicatezze dell'antica arte Feng Shui -o dell' Ikea, che è esattamente la stessa cosa.
Il golem, iridescendo, lasciò che il manipolo di manigoldi ivi raccolto udisse le seguenti parole:
"Il panda non cerca
lotta di morte
ma se gliele levi dalle mani..."
Questi erano, come i più avranno intuito, i primi versi del Dharmaçakrapravartana Sutra, il Discorso della Messa in Moto della Ruota del Dharma pronunciato dal Buddha al Parco dei Cervi (in fondo a via Marradi).
I presenti rimasero incantati, mentre l'aura aurea di Rebis inondava di luce e comprensione tutto ciò che toccava. Corinna, Corinna Corinna, il sergente Priebke-Baluganti, Lionel, Murdock, il figliolo del Cacini che passava di lì, il Diavolo; tutti interruppero ciò che stavano facendo (lasciando in pasto a uccelli e cani la polpetta all'aroma di Infinito, ma questa è un'altra storia), volgendo lo sguardo, rapiti, verso il Golem Bodhisattva.
Tutti, tranne Doc Tonitrus.
"ISMAELE!"
gridò il teutone deteutonizzato,
"Tu, ingenierucolo da quattro soldi, sol di inganni e menzogne sei capace. Tu mi gettasti nel fango! Tu mi dileggiasti, sì che da quel momento in poi nessuno dei miei operai volle più sottoporsi alla mia autorità! Da quel momento in poi ho speso ogni minuto per costruire la maccchina che infine t'avrebbe distrutto, di strutto con pane secco mi sono nutrito per anni. Ho infine venduto al Diavolo la mia tedeschità, pur d'avere il tempo di compiere la mia vendetta. Ed ecco... ecco che vengo beffato a un passo dal coronare il mio sogno di morte, beffato dal vile demonio! Ma il dottor Tonitrus non ha ancor terminato i suoi disegni fatali!"
Così esclamando, il folle scienziato estrasse dalla tasca un oggetto, che in un primo momento sarebbe potuto sembrare l'esatta riproduzione del mitico scettro di Inanna.
Sebbene non sembrasse aver apprezzato il sapiente calembour di Doc Tonitrus, l'oggetto sembrò increspare per un attimo la quieta serenità dello sguardo di Rebis, che interruppe il suo soave salmodiare solo per dire:
"Sembrerebbe proprio l'esatta riproduzione del mitico scettro di Inanna! Ha l'aspetto di una misura di lapislazzuli, ma non serve che a misurare l'estensione dei campi! Dovrai fare di meglio che sfidarmi a un torneo di estimo! Possiedo tri-kāla-jñatvam, il siddhi della conoscenza passata, presente e futura. Possiedo wikipedia.
Non ti temo."
Così disse il Golem Bodhisattva, prima di tornare a illustrare il Nobile Ottuplice Sentiero alla folla che si stava radunando attorno a lui, e che pareva ignara dello scontro che stava per scatenarsi.
"Stolto e supponenente come ti ricordavo, Ismaele: non sei cambiato d'una virgola e a nulla servono le ridicole spoglie d'argilla sotto le quali dissimuli la tua stupidità. Il potere d'Inanna Anunita, la preferita del progenitoer Anu, il quale sovente nelo rivogava nell'anu medesimo, mi consentira di appagare la mia sete di vendetta!"
Così dicendo Tonitrus puntò verso il Golem il mistico manufatto, uno del leggendari sette Me posseduti dalla Dea Inanna, dai poteri sconosciuti ai più.
[Continua...]
XXXI CAPITOLO XXXI
"Atto di dolore"
La casa sembrava così vuota senza Rupert, riempita solo dal russare ininterrotto di Bliablio. John ogni tanto faceva qualche peta ma così, senza costrutto.
Corri, Rupert, corri! Dimentica il suo volto, i suoi occhi, le sue labbra, e soprattutto il suo morbido culo peloso! Corri senza voltarti, e già che ci sei fai qualche petina per andare più veloce!
John rifletteva: "Rupert è fuggito, fuggito per colpa del mio panda, per colpa di una bestia che non fa altro che russare!
Che sciocco sono stato!"
-Tò, bestia di merda!- gridò assestando una MAZZATA COL FISTIO a Bliablio. -Levati di 'ulo!- e così gridando scacciò la bestia a colpi di sbucciapere.
-Aspettami, Rupert, sto arrivando!-
CAPITOLO XVIII
"Una polpetta all'aroma di Infinito"
"Ehi guarda Corinna, una polpetta all'aroma di Infinito! Chissà come sarà arrivata qui!"
"Scusa Lionel, ma cosa c'entra? Ero rimasta che stavi per essere ucciso da Doc Tonitrus, ma poi tra l'intervento del Diavolo, il trip di acido e un flashback, ho perso un po' il filo..."
"A chi lo dici", le fece eco Murdock, sorseggiando un brandy sul bordo della piscina.
"Ma quale piscina???" disse il sergente Priebke-Baluganti.
"Quella in cui stai pisciando ora."
CAPITOLO XVII
"Dottori sbirri"
"Ehi, corri a prendere la palla, presto!"
"Oh no! Cazzo, è finita in acqua! Io nell'Hudson non mi ci butto, ragazze!"
"Vai tu, Katie."
"Ma sei scema?? Non sarò la Miss -Fottuta- Maglietta Bagnata della giornata, grazie!"
"Ah ah ah!"
"Ah ah ah!"
"Ah ah ah!"
"Ragazze, se non vi dispiace, vorrei aiutarvi."
"Ehm... no, grazie signore, penso che ce la faremo anche da sole, non si preoccupi -Helen ma chi cazzo è questo?"
"Sì, vada pure -non ne ho idea Alice, ma non mi piace per niente... o meglio, mi fa una cazzo di paura fottuta."
"Signorine, forse non avete capito con chi avete a che fare...
...io sono...
...Lionel!"
"AAARRGHH!!!"
DOTTORI SBIRRI
JOHNNY J. TATUAZZO
BERNADETTE J. WOJTILA
UN TIZIO CALVO
MAFALDA
AMBRA ANGIOLINI
SERENA TALLARICO
LO ZIO ITLE
e GEORGE DABLIU BUSH nel ruolo di LA TESTA DI J. F. KENNEDY MONTATA SU UNA MOLLA
"T'ho beccato fottuto bastardo, stavolta sei fatto!"
"Merda, l'ispettore Hurricane Thunder! Che cazzo ci fai vestito da sbarba ispettore?"
"Ti abbiamo teso una trappola e ci sei cascato come una pera marzolina!"
"Eh?!"
"Come uno stronzo fottuto!"
"Ah!"
"Ti dichiaro in arresto!"
"Sì, stocazzo!"
BANG! PPEM! ZOW! POW! POW! RATTARATTARATTARATTARATTA! AAAGH!
Balatresi International Hospital, LA, h25,67
"Cosa abbiamo?"
"Maschio, caucasico, sui trenta anni. Danni multipli da arma da fuoco, un unghia spezzata e un criceto nel dotto rettale. Era coinvolto in una sparatoria, Jack."
"Dottoressa Southertoningtonsmith, mi sembrava che fossimo d'accordo entrambi, no? Io ti concedo il divorzio e tu mi dai del lei."
"Mi scusi, Dottor Merdis..."
"Così va meglio. Bene, dottoressa, mi porti delle compresse di garza sterile, e degli antibiotici. Dobbiamo fermare l'emorragia prima che la ferita si sfanculizzi e mandi in cancrena una parte qualunque del corpo senza che ci siano necessariamente dei nessi di causa/effetto. Poi potrò aprirlo, eseguire qualche operazione schifosa e pericolosa, in cui il paziente solo apparentemente tirerà le cuoia, ma dopo che avremo messo in discussione anni e anni di lezioni e laboratori in favore di un approccio più creazionistico al problema starà benissimo, e solo allora potremo arrestarlo."
"Già. Perché non siamo semplici dottori... siamo DOTTORI SBIRRI!"
"Esatto, Dottoressa Southertoningtonsmith, esatto. Ora si levi dai coglioni, sù, e mi porti ciò che le ho chiesto."
"Ma J -ma Dottor Merdis, sono io la dottoressa in medicina, lei è dottore in Cinema Musica e Teatro..."
"Non importa, Dottoressa Southertoningtonsmith. E le dirò di più: curerò questo paziente...
...USANDO UN GRISSINO INVECE DEL BISTURI!"
KA-BLAM!
"AAAAAAH! JACK! ehm... volevo dire... DOTTOR MERDIS! NOOOOOOOO!"
"Zitta troja! Altrimenti faccio saltare la testolina anche a te! Piuttosto vedi di rattoppare il mio compare alla svelta!"
"Sì, ecco vede... qui c'è una lacerazione del tessuto epiteto con ritorno perioelistelico, eseguirò una sutura Barker - Canterville con ago Rimetti e..."
"Non t'ho chiesto una fottuta lezione di medicina, puttana, chiudi quella cazzo di bocca e muoviti!"
Quantico, QG FBI, contemporaneamente
"Ne è sicuro agente MacFarlane?"
"Sicuro come è vero il diavolo capo! Erano proprio impronte di cinghiale!"
"E chi avrà mangiato la verza allora?"
XXIX CAPITOLO XXIX
"La riunione"
E furono giorni e giorni di cammino, a volte John si stancava e si faceva portare in groppa dal panda; a volte il panda si stancava e si metteva a sedere e piangeva. Era sempre un casino farlo smettere, bisognava che John cantasse "O mia bèla Madunina", e allora il panda rideva beato e si addormentava per ore.
Dopo molto tempo, ecco che John un giorno intravide all'orizzonte la dolce sagoma delle Sbrado Mountains.
Rupert sorseggiava un cappuccino sbocconcellando sbadatamente una generosa fetta di timballo di polpo e fegato, abbandonandosi a pigri effluvî intestinali che servivano a scacciare le zanzare.
Fu una corsa senza fiato, in groppa al tenero panda, finché non si aprì l'agognata porta, dietro la quale un euforico Rupert gridò: - Ti ho ritrovato John! -
- Non dire cazzate Rupert, ti presento Bliablio, il nostro nuovo panda. -
- Che gioia John, adesso siamo una famiglia! -
Bliablio sorrise: era da un po' che gli scappava quella pisciata lunga un quarto d'ora.
CAPITOLO 16
"A rotta di collo, se non di coglioni"
"ISMAELE! SE SEI UN UOMO DIMETTI QUELLE SPOGLIE MISTIFICATRICI, E PALESATI A ME NELLE TUE REALI SEMBIANZE! CODARDO!"
Così Doc Tonitrus apostrofò il Bodhisattva, anelando lo scontro finale.
Nella possente mente del Golem si disegnò uno scenario industriale di molti anni fa. La sua coscienza cosmica identificò il posto come lo stabilimento della Piaggio di Pontedera, dove una parte di lui in una vita ormai passata aveva avuto dei compiti da svolgere.
"Idiota!" Era il fantasma di un tempo che fu, il dottor Tonitrus (ing. Giosafeo Tuonarini) che apostrofava quello che un tempo era stato Ismaele.
"Il prototipo del Tafano Piaggio doveva avere quattro ruote! Che cazzo ce ne facciamo di un trabiccolo con tre ruote! Ti farò licenziare mentecatto!"
"Ma Capo!" (diceva Capo così, Ismaele, con la C maiuscola) "Potremmo lanciarlo sul mercato con un nome giovane e moderno, come MP3, e abbindolare stolti cinquantenni convincendoli a condurre un mezzo di indubbia bruttezza e palese pericolosità!"
"E cosa cazzo sarebbe un MP3?!?" -era il 1973, ma Ismaele era avanti trent'anni.
"Melo Puppi 365giorniallanno!"
"Coooooosaaaaa? Ti ucciderò, bastardo!"
E fu con questo audace motto di spirito che ebbe inizio la rivalità tra Ismaele e Doc Tonitrus.
XXVIII CAPITOLO XXVIII
"La palude della morte"
Corri che ti corro (?) John si ritrovò in un luogo misterioso, dove una nebbia incessante ovattava ogni cosa, e un miasma pestilenziale toglieva il fiato. Era arrivato nella Palude della Morte.
Come avrebbe fatto a uscirne?
- John! Joohn! Jooohn! Joooohn! Jooooohn! Joooooohn! Jooooooohn! Joooooooohn! Jooooooooohn! Joooooooooohn! Jooooooooooohn! Joooooooooooohn! Jooooooooooooohn! - urlava Rupert, che in virtù di tecniche autoipnotiche non capiva più cosa volesse dire "ti ritroverò".
E guardandosi allo specchio, gli parve per un attimo che lo specchio gli dicesse
- Non dire cazzate, Rupert -
Camminando piano, misurando ogni singolo passo per evitare le terribili sabbie mobili, John penetrò nel cuore della palude.
D'improvviso un sibilo alle sue spalle, e subito dopo un'enorme anaconda si avventò su di lui.
John ebbe appena il tempo di esclamare:
- Cosa cazzo ci fa un'anaconda a queste latitudini? - che già la lotta infuriava negli acquitrinî.
Camminando piano, misurando ogni singolo passo per evitare le terribili merde di levriero afghano, Rupert entrò nel café per prendersi un café (il che non fa una grinza).
D’improvviso un sibilo alle sue spalle, e subito dopo il cameriere si avventò su di lui dicendo - Non dire cazzate, Rupert -
Rupert ebbe appena il tempo di esclamare - Ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò! - che già il cameriere gli aveva portato il café.
Morsi letali, una stretta mortale e un paio di scureggine al vetriolo valsero a John la vittoria. Deciso a portare con sé un trofeo della sua battaglia il nostro eroe scuoiò il serpente e partì con la pelle avvolta intorno alla vita.
Fu allora che lo attaccò la pantegana da 13 chili che da tempo lo seguiva.
- Ti ritroverò (x 13) - urlò Rupert, mentre 9xbc (senαcosα) 126 il con 01101110010111011110001001101010
- Non dire cazzate, Rupert -
Fu uno scontro duro, ma la pantegana soffriva il solletico, e le fu letale.
Deciso a portare con sé un altro trofeo John tagliò la coda all’animale e partì con la pelle avvolta intorno alla vita e la coda legata intorno al collo.
E fu così che il coccodrillo albino nascosto nel tronco cavo di una quercia risolse di lanciarsi contro John.
- Attento al coccodrillo, John! - urlò Rupert seduto sul cesso. Poi si chiese come mai avesse sentito il bisogno di dire quella frase priva di senso, commentò l’accaduto dicendosi
- Non dire cazzate, Rupert -
e tanto per non fare le cose a metà, urlò - Ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò! -
Per amor del vero, è doveroso notificare che alla fine dell’urlo stampò una caàta da 4 kg.
Per dir la verità, nessuno sa come cazzo fece John a sconfiggere il coccodrillo. Ad ogni modo una volta uccisa la bestia volle portare con sé un terzo trofeo e strappò un dente al coccodrillo. Partì così, con la pelle avvolta intorno alla vita e la coda legata al collo e il dente in tasca, quando qualcosa si mosse dietro di lui, qualcosa di grosso.
- Ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò! - urlò Rupert all’unisono col suo amico Wilhelm, che cercava il mariuolo che gli aveva fregato l’autoradio (ma che nonostante la recherche forsennata trovò il tempo per dire - Non dire cazzate, Rupert -, e di assestare una scureggia da cinque metri).
E dal buio saltò fuori un tenero panda. John non fece in tempo a gridare - Cosa cazzo ci fa a queste latitudini un panda? - che l’animale si gettò con un tenero abbraccio su di lui, schiacciandolo a terra. Dopo averlo fatto alzare John vide che non c’era verso di levarselo dai coglioni. E così partì con la pelle avvolta intorno alla vita e la coda legata al collo e il dente in tasca e il panda per mano esclamando - O vediamo se mi riesce di infila’ du’ passi in croce, che qui come mi mòvo arriva un troiaio a rompere i coglioni! -
- Ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò! - urlava intanto Rupert.
Non dire cazzate, Rupert.
CAPITOLO XV
"Ultraviolet Pi"
"Ma insomma, il Diavolo?" -domandò Murdock.
"Non so", rispose Lionel: "Mi sono distratto un attimo..."
"Tu ti fai troppe seghe su Troppeseghe.org!"
"Wowowow frena, frena bbello! Ci stai dicendo che lo zolfoso ha telato! Smaramba!"
"Serg. Baluganti! Dove ha trovato quella bandana a fiori?" Gridò Corinna che si stava intrecciando i capelli con fiori di iucca.
"Hei bella, monta sulla mia harley che ti porto a vedere le giostre (di ciccia)!" e così dicendo il prode eroe si accasciò a terra sbavando una sostanza di dubbia origine, ma viola fosforescente.
"Non stavo scherzando, il diavoletto se n'è andato, e il buon dottore sta flippando di brutto!" e così dicando indicò Thundereus che si stava spogliando sul tetto della palazzina, e inneggiava all'era dell'acquario.
"Detesto dirlo - mormorò Lionel - ma qui ci vorrebbe Rebis."
Mentre la realtà si disgregava sotto i loro occhi in un gorgo psichedelico, Rebis pareva non accorgersi della cosa: esisteva contemporaneamente su più livelli esistenziali, tra cui l'Immateria, il Piano Astrale e Parco della Vittoria, pertanto non avvertiva come innaturale l'abduction cui soggiacevano gli altri.
"Mio Dyo! Lle parole stanno soccombendo significato! Cabine telefoniche hybris bananarama!"; Murdock non credeva alle proprie orecchie, le parole che uscivano dalla sua bocca non erano quelle cui stava pensando.
"Murdock!", gridò Lionel, "c'è un'intero alfabeto di possibilità inesplorate! La Tripla V, la N Greca, tutte le lettere che il Governo e i Matusa ci stanno tenendo nascoste! Dobbiamo riappropriarcene, Murdock! VVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVVV!"
"Liiibbera la tuuuuuua mennnnnteee! Ahyeah! Spiiiiritooo liiiberooooo! Heeeeyayeahe! Ubaeabuaeh! Mondiiii Ssssssommmersssiiiii la dove c'è il mio cuorpo che cammmmbiaaa! Habbuwaeee!"
"Ma che Caaaazo, diciiiii?"
"No, ciavevo i Ltfiba sull'ipod. Dimmi tutto."
"Ciai una sigaretta di Marihuana?"
Doc Tonitrus, intanto, proseguiva nel suo empio spogliarello. "Guardatemi, sono Richard Nixxxon!", urlava ai presenti otto piani più in basso, che lo osservavano allibiti (vedendo chi Speedy Gonzales, chi Rocky Raccoon). "E' un uccello! E' un aereo! E' LSD!"
Quelle parole attirarono l'attenzione di Rebis, che si destò.
"Ramaya
Bucucu
Ramaya."
E riportò tutto alla normalità.
XXVII CAPITOLO XXVII
"Stendiamo un pietoso velo"
Le foglie cadevano dolcemente mentre Rupert passeggiava per il parco, appagato e soddisfatto.
John, dal canto suo, giaceva in coma, e l'emorragia anale che entrambi credevano sintomo di buona salute si stava trasformando in un serio pericolo per la sua vita. Fu solo il passaggio di un gruppo di boy scout che lo salvò. I ragazzi, ormai avvezzi a curare simili sintomi ai novizi dopo il rito di iniziazione, eseguirono il tampone con estrema maestria.
Anzi, con tanta maestria che, orgogliosi del proprio lavoro, vollero rapire John per mostrarlo al loro capo.
Tornando dalla passeggiata Rupert, non trovando l'amico ad attenderlo, ebbe un attacco di panico.
- John! John!! John!!! - urlò Rupert. Ma John non rispose.
Non riusciva a darsi pace. Se non gli avesse dissestato l'ano, John non avrebbe avuto l'emorragia, e se John non avesse avuto l'emorragia...
Ma era inutile arrovellarsi il cervello. John non c'era più.
- Ti ritroverò, fratello! -
Non dire cazzate, Rupert.
John riprese conoscenza, non capiva quanto tempo potesse essere passato. Era legato in una tenda canadese, non riusciva a muoversi; si chiedeva se Rupert lo stesse cercando, si sentiva perso e solo. All'improvviso la tenda si aprì dietro di lui, fu bendato; quando fu slegato poteva muovere un braccio e davanti a sé vide una scodella di minestra e del pane; si mise a mangiare piangendo piano piano.
- Ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò! - urlava Rupert, mangiando un piatto di pappardelle sulla lepre.
- Non dire cazzate, Rupert - aggiunse il cameriere.
Se chiedete a qualunque carceriere, o a chiunque abbia studiato all'Accademia della Guerra di Sun Tzu, cosa non si deve mai fare con un prigioniero vi risponderà di non lasciargli mai un braccio slegato e una ciotola di minestra (col pane).
Questo i boy scout non lo sapevano, e nemmeno John, che si limitò a mangiare, fare un ruttino e addormentarsi di botto.
- Ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò! - urlava Rupert nel sonno.
- Non dire cazzate, Rupert - borbottò il cuscino.
Galeotta fu la minestra di fagioli e chi la cucinò: dopo una notte di sommessi gorgoglii intestinali la tenda di John era diventata una camera a gas, come ebbe modo di verificare la sentinella quando entrò per controllarlo. Approfittando dell'occasione John lo pestò nel culo al giovane, poi scappò.
- Je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais, je te retrouverais! - urlò un uomo a Parigi, frugandosi vistosamente nelle mutande. Dal canto suo, Rupert urlava - Ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò, ti ritroverò! - mentre il vento bisbigliava - Non dire cazzate, Rupert -
Assolutamente no! Centallora non finirà MAI (ma anche no), e continua a essere scritto da due giovani coreani; Il Notturno,... read more
on Notturno Diafano - 1